E se ti dicessi che un chihuahua è in grado di stravolgere un intero mercato?

Hai mai sentito parlare di Tinkerbell? E non mi riferisco alla fatina di Peter Pan. Beh paris-hiltons-beloved-dog-tinkerbell-dies-at-14-13Tinkerbell è il chihuahua con cui la famosissima ereditiera Paris Hilton è stata spesso mostrata dai media statunitensi e non solo, dal 2004.

Bene, oggi lavorando alla mia tesi sui “socialites” mi sono imbattuto in un articolo dedicato a questo musetto color sabbia così carino, che purtroppo è venuto a mancare circa un anno fa. La Headline dell’articolo recitava : “Tinkerbell Hilton, Paris’s Beloved Purse Dog, Is Dead. RIP Tinkerbell!

“Wow” ho pensato, dedicare un intero articolo ad un chihuahua e farlo con tanta enfasi. Capirei Rin Tin Tin o Lessie, quelli recitavano, ma Tinkerbell… Ora, sia chiaro, non è che la morte di un cane sia meno importante di quella di un altro, ma la domanda sorgeva spontanea. Chi era Tinkerbell perché le dedicassero un articolo? Solo il cane di Paris Hilton, mi dicevo.

Ho cominciato a fare qualche ricerca. Poi ho capito. Tinkerbell non era “solo il cane di Paris Hilton”; Tinkerbell era (leggi con il tono sconvolto di chi ha appena ricordato che oggi è il compleanno della fidanzata): “IL CANE DI PARIS HILTON!!!”

Tinkerbell è stata al fianco della padroncina la testimonial di Guess, su di lei è stato scritto un libro “The Tinkerbell Hilton Diaries”, ha frequentato più locali notturni di me, vestiva 608c8d0aad8cbc06fa2483e24ad8bd04downloadmeglio di me ed è pure sfuggita ad un ambiguo rapimento.

Ma Tinkerbell è conosciuta anche per un’ altra vicenda, la vicenda più famosa nella storia della sua razza. Si potrebbe pensare infatti che Tinkerbell sia stata la causa di centinaia e centinaia di abbandoni di chihuahua.

Nei suoi anni di massima visibilità, tra il 2004 e il 2005, la richiesta di chihuahua è cresciuta esponenzialmente. In America le ragazzine e non solo facevano a gara per accaparrarsi un piccolo “teacup bonsai wolf”.

Passeggiare con in braccio o in borsa quel cagnolino era sinonimo di stile. Potevi essere notato grazie al tuo piccolo amico. Eri trendy. Quasi ti inebriavi di nuovo potere. Poi a cavalcare l’onda della “chihuahua mania” sono stati soprattutto gli allevatori, che non solo provvedevano a soddisfare la crescente domanda, ma addirittura aumentavano l’offerta!

Ma allora cos’era realmente Tinkerbell?

Ecco, Tinkerbell era il più fashionable, popular and up-to-date degli accessori. UN ACCESSORIO PODEROSO. Così piccolo ma così influente.

clothesdownload (1)

C’è un abituale problema però con gli accessori. Gli accessori sono moda, la moda è passeggera. Se passa la moda di un braccialetto cosa faccio? Lo accantono nei meandri più nascosti e inaccessibili della casa fino a dimenticarlo per sempre. Ma se passa la moda di un animale?

L’animale non lo accantono, soprattutto se è un pigro abbaiatore seriale “rompiscatole”. Quell’accessorio io lo cestino. Eh come si cestina un chihuahua !?

Così… nel 2009, negli Stati Unit980xi, un terzo dei cani che “alloggiavano” nei rifugi era di razza chihuahua. In pochissimo tempo la razza canina più soggetta all’abbandono è passata, ironia della sorte, dal fiero e possente pitbull al viziato e gracile chihuahua.

Insomma, nel giro di qualche anno, il business dei cani in America aveva subito un’alterazione senza precedenti. Ecco perché potremmo pensare che Tinkerbell sia stata la causa di questa atipica faccenda.

But pay attention!

Questi eventi furono definiti dai giornalisti americani “The Paris Hilton Syndrome”.

Notato il particolare!? “The PARIS Hilton Syndrome” non “The Tinkerbell Hilton Syndrome”.

È arrivato il momento di parlarci chiaro. Se Tinkerbell fosse stata un Labrador Retriever, un gatto siberiano o un’iguana marina ci sarebbe comunque stata una “Paris Hilton Syndrome”.

Nella cultura americana si arriva a miticizzare personaggi come la Hilton (vedi Kim Kardashian o Miley Cyrus per citarne altri). Sui maggiori tabloid e programmi TV questi Tabloid-culturesono così tanto chiacchierati, criticati, osannati, disprezzati, ammirati, denigrati, idolatrati e chi più ne ha più ne metta, che alla fine dei conti acquisiscono un tale potere che: mi faccio vedere con un cane e nel giro di qualche anno rischio di sterminarne la razza.

Potrebbe dire il Sig. qualcuno: “Si ma parliamo di più di 10 anni fa, oggi ho internet super veloce e infinite pagine online che mi danno maggiore libertà di scelta e di informazione. Prima di fare un acquisto lancio la mia buona ricerca e poi decido! Con la mia testa. Mica mi faccio influenzare così facilmente dalla Paris Hilton di turno mostrata in TV”.

Al caro Sig. qualcuno: “ma mi faccia il piacere”.

FACEBOOK, TWITTER, INSTAGRAM, SNAPCHAT,ecc, e c’è ancora chi pensa di non essere influenzabile? Oggi questi socialites, celebrities, trendsetter, e
04oscarCo. hanno a disposizione strumenti così veloci, immediati e persuasivi che per creare una bomba mediatica bastano una foto singolare e coinvolgente, l’interazione dei primi utenti e qualche ora di attesa, e presto un nuovo contenuto virale raggiungerà anche te.

Lo sai questo cosa significa? Significa che, se oggi siamo ancora più condizionabili di 10 anni fa, la cara Paris insieme ai suoi simili sono nella condizione di poter dettare tendenze e regole sociali che se, malauguratamente, ad uno di questi personaggi dovesse venire in mente di farsi vedere in giro con una stravagante "Furious 7" Press Conferencesciarpa realizzata con la propria folta chioma, con tutto il rispetto per i meno capelluti, ma non ce lo vedo proprio un mondo pieno di Vin Diesel.

Ironie a parte, la società attuale è sempre più influenzabile, e, in my opinion, più andiamo avanti più la cosa va peggiorando. Ma, citando Clint Eastwood: “le opinioni sono come le pa**e; ognuno ha le sue”.

Prima di salutarci però, non posso di certo lasciarla così Tinkerbell; senza di lei tutto questo ragionamento non avrebbe mai avuto modo di esistere. Che poi intendiamoci qui la vera vittima è proprio lei. Che colpa ne ha Tinkerbell se un esercito di americani impazziti ha seguito una tendenza così come i topi seguivano il pifferaio magico? Che colpa ne ha Tinkerbell se la sua così palesemente poco talentuosa padroncina in questo strano mondo è anche così talmente tanto influente? Non poteva farci niente povera Tinky.

Quindi, tanto per concludere come si deve, te lo ricordi il titolo?

Bene perché, caro mio,

se ti dicessi che un chihuahua è in grado di stravolgere un intero mercato, allora ti starei dicendo la più enorme delle cazzate.

firma in memory

Walter Litty.

                                                   Grazie per avermi dedicato questi minuti e spero ti sia piaciuto.                                                                         Dimmi cosa ne pensi se ti va. Alla prossima 🙂

                                                                                                                                                      Gabriele Litti,                                                                                                                                       info: littis@hotmail.it

 

Annunci