“Future Viewing” un esempio da seguire per promuovere la sicurezza informatica

GRAZIE GOOGLE.

Il 5 marzo 2017, a Milano, in Via Vincenzo Capelli, intorno alle 17.00, dopo 1 ora e mezzo di fila, ho potuto visitare “Future Viewing”, la mostra d’arte organizzata da Google. Tema della mostra la sicurezza informatica.

Si è trattato di un percorso da fare indossando i cardboard (i visori low cost made in Google) che mostravano delle opere realizzate totalmente in virtual reality con l’app “Tilt Brush”. Ogni opera riportava al tema della mostra.

io goo eccomi durante la visita alla mostra

Ma se ti stai chiedendo perché proprio BigG si sia scomodata così tanto da ideare un evento tutto basato sulla sicurezza online sappi che non è “future viewing” la prima iniziativa di Google sul tema. Lo ricordi il bus di Google che viaggiò per Milano, Bologna, Roma, Napoli e Cagliari? (leggi qui).

Bene. Il motivo per cui Google decide di far sentire la sua voce sul tema “sicurezza informatica” è palese oggi più che mai. Il 2016 è stato l’anno peggiore in termini di cybersicurezza, e lo accerta il rapporto Clusit, Associazione italiana per la sicurezza informatica (leggi qui).

I dati sono eclatanti ed allarmanti. Le attività di crimine informatico sono in aumento del 9,8% e sale a +117% il numero di attacchi a scopo di cyberwerfare. Il nostro Paese ha registrato 1050 attacchi informatici classificati come “gravi” ed è salito nella top ten dei paesi più colpiti al mondo. Il più grave tra gli attacchi subiti in Italia è stato sicuramente quello alla Farnesina (leggi qui).

dati cybercyber 2.png

A livello macro altri eventi hanno fatto rumore negli ultimi mesi, come gli attacchi informatici all’ospedale di Hollywood, la cyber-rapina alla Banca del Bangladesh, il furto degli account Yahoo e quello dei dati degli utenti Friendfinder (sito di incontri).

Nonostante ciò però le persone sembrano essere poco informate sul tema. Forse ritengono ancora che un mondo virtuale sia in quanto tale separato da quello reale; forse ritengono ancora che essere utente non voglia dire essere persona.

È chiaro allora come, oltre alle necessarie manovre governative (vedi novità sul decreto) o ai software e hardware dedicati diventa necessario sviluppare dei programmi e delle attività di sensibilizzazione. E ancora poche sono le organizzazioni che DAVVERO si mobilitano per rendere le persone coscienti e consapevoli dei pericoli reali di un mondo virtuale, educandole a dar peso alle loro azioni online ed offline per difendersi dai crimini informatici.

cyber-security

Ecco perché ho cominciato questa mia riflessione ringraziando Google. Perché è una delle poche organizzazioni che concretamente sta ponendo l’attenzione sul tema mettendo al centro le persone.

Sai, “future viewing” non è stato nulla di SORPRENDENTE, niente di “WOW”, ma è di certo stato un modo originale ed efficace per dire: “FATE ATTENZIONE!”, per incuriosire e quindi motivare la gente a porsi delle domande sulla sicurezza informatica. È questo ciò che serve; sensibilizzare le persone, renderle attente ed informate.

Ora, semmai con queste poche righe ti avessi spinto ad informarti di più :), ti segnalo qui sotto due link che indicano le buone prassi da seguire ed i mezzi più utili per la tua sicurezza informatica; uno è del Ministero Della Difesa e l’altro è dell’uomo che il mondo intero ci invidia, il maestro Aranzulla:

Ministero Della Difesa \ Sua Immensità Aranzulla salvatore-aranzulla-1

Adesso scusa ma ti saluto, vado a fare il back-up dei miei dati ed a cambiare tutte le mie password! Non si sa mai…

Alla prossima Gabriele Litti (WALTER LITTY)  littis92@gmail.com – LinkedIn – Twitter – Facebook

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