IMPRENDITORI OGGI L’ITALIA DELLE STARTUP. La storia di Let’s Weed

“IMPRENDITORI OGGI L’ITALIA DELLE STARTUP” è la rubrica settimanale che ho pensato per raccontare il mondo delle startup con gli occhi degli startupper. Una breve storia che pone l’attenzione sulle persone, spiegando le dinamiche che hanno portato dall’idea all’esecuzione, e dando una possibile immagine della startup in futuro.

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Oggi parliamo di Let’s Weed, la startup nata dall’idea di due giovani leccesi.

CO-FOUNDER

Conosco Antonio da diverso tempo e considero la sua storia un grande esempio di “impresa oggi” e di startup.  Per questo motivo ho voluto scrivere di Let’s Weed.  Così abbiamo fissato una call skype e venerdì sera, l’intervista con Antonio, è cominciata con la classica domanda:

-“In 30 secondi, cosa fa Let’s Weed?”

-“Let’s Weed è la prima piattaforma italiana all’insegna della salute e del benessere che offre servizi di supporto in ambito Cannabis terapeutica e Canapa industriale. La piattaforma pone grande attenzione alla sicurezza e alla qualità”.

“Abbiamo messo ordine in un settore che era troppo caotico” ci tiene a sottolineare Antonio.

Già perché questo settore era poco strutturato e le persone trovavano difficoltà a soddisfare i loro bisogni o dare risposta a molte domande sul tema cannabis legale.

E proprio le persone, puntualizza Antonio, sono l’elemento focale di tutto il progetto.

AIUTARE LE PERSONE A VIVERE MEGLIO E AD ESSERE PIÙ FELICI. È questa la nostra mission”.

Prima di raccontare la storia però, è utile una precisazione. Antonio e Stefano si sono avvicinati al mondo cannabis senza conoscere niente del settore; hanno imparato lavorando. Inoltre non sono dei fanatici della pianta come mezzo di divertimento. “Noi non fumiamo neanche sigarette” precisa. Il team di Let’s Weed è formato da persone che provengono da contesti accademici e professionali non collegati al settore cannabis e questo rende la startup assolutamente imparziale.

Ed ecco come nasce la startup…

STORIA

Antonio e Stefano si conoscono da sempre, provengono dallo stesso paese, Copertino (LE), sono vicini di casa, sono coetanei e amici per la pelle. Entrambi, da buoni salentini, sono da sempre amanti dalla natura. Ed è proprio in una delle zone naturali più belle del Salento, Porto Selvaggio, che i due esprimono un desiderio comune.

“Era l’inizio di Aprile del 2015 e come nostra abitudine stavamo facendo footing a Porto Selvaggio. Lo facevamo per svuotare la mente, per ricaricare le batterie. Ma quel pomeriggio fu diverso dagli altri” dice Antonio.

Infatti Stefano avanzò una proposta. Una proposta molto semplice ma che cambiò tutti i loro piani. “Antonio, perché non mettiamo insieme le nostre competenze e creiamo una startup?”

Immersi nella pace di una terra incontaminata comincia tutto quanto. I due diventano sempre più motivati dal desiderio di migliorare una parte del sistema sanitario italiano offrendo servizi di supporto innovativi e di facile accesso. Sì, perché era la sanità il settore in cui decisero di fare il loro ingresso.

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un’immagine di Porto Selvaggio

“Fu subito evidente che per raggiungere questo obiettivo era necessario individuare una nicchia di mercato in cui collocarsi, considerando come quello sanitario fosse un settore troppo grande, complesso e competitivo” dice Antonio. Poi continua raccontandomi:

“Ho pensato a Let’s Weed di notte, tra fasi di dormiveglia e sonno profondo, abbozzando l’idea su un foglio di carta che ero solito lasciare sulla mia scrivania”, e aggiunge, “capì subito che moltissime persone avevano grande difficoltà ad orientarsi in un settore tanto complesso. Era veramente troppo difficile trovare un medico in grado di prescrivere terapie a base di cannabis e una farmacia che consentisse l’accesso al farmaco. Addirittura molti professionisti sembravano disorientati dall’argomento. Pensa che al tempo erano pochissime le farmacie e pochissimi i medici che si interessavano al settore, tanto che la gran parte delle persone si informava attraverso il passaparola, fino a fare centinaia di km per procurarsi il farmaco. Insomma c’era bisogno di offrire servizi di supporto”.

È qui che entra in gioco Marina, sorella di Antonio, avvocato ed elemento attivo del team. Grazie al suo aiuto ed alla sua preparazione infatti, dopo una sola settimana, i ragazzi acquisiscono la conoscenza di tutti i quadri legali in merito all’argomento trattato.

E dopo un’altra settimana viene messa online la prima versione di Let’s Weed. Si trattava di un sito vetrina molto semplice ma anche molto chiaro. L’immagine dello stivale italiano in grado di raccogliere e mostrare tutte le farmacie e tutti medici che operano nel settore cannabis legale. Un’idea semplice.

“Stefano è un abile programmatore” dice con soddisfazione Antonio, “per questo motivo, già a fine aprile, il sito vetrina di Let’s Weed era online”.

C’erano la data del lancio ufficiale (Gennaio 2016) una breve descrizione del sito ed un messaggio chiaro: “sei un medico o una farmacia del settore cannabis? Allora registrati su Let’s Weed”.

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La mappa di Let’s Weed oggi

Furono 9 mesi in cui la piattaforma crebbe tantissimo. La cosa che più di tutte sorprese i ragazzi fu che giornali, anche molto importanti, cominciarono a parlare di Let’s Weed in modo spontaneo. La conseguenza fu un effetto domino sulle persone, professionisti e non, che cominciarono a registrarsi in massa.

“Ma i giornali come hanno fatto a conoscere Let’s Weed?” ho chiesto. Ed Antonio mi ha risposto che in quel periodo il tema cannabis era molto caldo e loro furono bravi a raggiungere gli utenti e creare attesa. “Chiaramente è stato un crescendo” aggiunge, “i giornali che si sono imbattuti nel progetto ne hanno compreso il potenziale ed hanno cominciato a scrivere. Alcuni degli articoli su Let’s Weed ebbero migliaia di condivisioni e questo contribuì alla crescita della piattaforma” (alcuni dei primi articoli: Il fatto quotidiano – StartupItaliaRepubblica).

Furono mesi in cui imparammo tanto di quel mondo. Cominciammo a capire i problemi delle persone con malattie e le esigenze informative, anche dei professionisti.

Ci confrontavamo spesso con i nostri iscritti, ed anzi, parlare con loro è stato il nostro valore aggiunto. Ci ha permesso di affinare e migliorare il progetto e di raccogliere informazioni utili a disegnare le strategie post-lancio.

Arrivammo così a Gennaio 2016 con un elevato numero di utenti, una buona notorietà, delle conoscenze approfondite del settore e delle esigenze, e una strategia chiara.

LET’S WEED FINO AD OGGI

Così da Gennaio i servizi offerti da Let’s Weed divennero personalizzabili attraverso l’apertura libera e gratuita di un account.

L’account è determinante per il sistema su cui regge Let’s Weed. Nello specifico sono gli “interessi” ad avere un valoro strategico. Come mi spiega Antonio: “L’interesse viene selezionato dall’utente in fase di registrazione e riguarda le patologie trattabili con la cannabis. In questo modo la piattaforma individua tutte quelle persone che hanno interessi comuni e le segnala all’utente. E ciò è molto importante per coloro che hanno un problema di salute, perché possono condividere esperienze e scambiarsi informazioni grazie al nostro sistema di messaggistica. Questo diventa anche un supporto psicologico. Se prima queste persone (o i loro parenti) si sentivano sole, oggi Let’s Weed riesce ad aiutarle”.

Inoltre il sistema è geolocalizzato e gli utenti possono conoscere quali sono i medici, le farmacie e le persone più vicine alla propria posizione. E una volta trovati possono aggiungerli ad una lista contatti.

“Poi abbiamo voluto agire anche sui limiti e sulle inesattezze informative di cui questo settore è pieno. E lo abbiamo fatto con il servizio Domande&Risposte”.

Domande&Risposte, come intuibile dallo stesso nome, offre la possibilità di fare domande su un argomento legato ad uno degli interessi della piattaforma e di ricevere delle risposte affidabili e di qualità (due importanti concetti sui quali torneremo tra pochissimo).

Ancora più recente è la parte industriale. Let’s Weed infatti ha da poco aperto le porte a tutte quelle aziende italiane che coltivano e trasformano la cannabis ed ha ampliato la lista degli interessi per gli utenti.

Queste aziende producono olio, farine, tessuti, prodotti edili ed altri materiali che garantiscono un positivo impatto ambientale grazie alle proprietà della pianta. Ma Antonio ci tiene a precisare che l’apertura è perfettamente in linea con la Mission della piattaforma; “aiutare le persone a vivere meglio e ad essere più felici”. E aggiunge che proprio l’aiuto dell’industria permette di migliorare la qualità della vita delle persone contribuendo alla loro felicità. “È come per il food”, dice, “Se mangi prodotti sani e naturali sarai più in salute e starai meglio”.       Ma ciò è possibile ad una condizione, ovvero che la sicurezza e la qualità vengano assicurate.

Ed è a questo punto, quando per l’ennesima volta si soffermava su questi due concetti, che chiedo cosa intendesse per Qualità e Sicurezza e come Let’s Weed riuscisse a garantirle.

Lui mi ha risposto che: “è un settore molto delicato. Troppi attori del sistema cannabis terapeutica ed industriale dicono la loro senza conoscere fino in fondo ciò di cui parlano o gli aspetti giuridici connessi. Oppure alcuni dei prodotti presenti sul mercato sono realizzati con canapa importata, della quale non è possibile acquisire le giuste informazioni” e continua, “Let’s Weed, invece, vuole offrire solo il meglio ed è per questo che i nostri controlli sono rigorosi. Infatti ogni farmacia, medico o azienda che si registra sulla piattaforma deve in primis essere italiana e poi deve documentare la sua conformità con le leggi vigenti e rispondere ai parametri che ne certificano la qualità e la professionalità”.

“Ma così facendo non potresti mettere troppi paletti alla crescita di Let’S Weed?” chiedo.

“Al contrario” risponde lui, “non solo siamo in forte crescita, ma i feedback degli utenti ci fanno capire come siano proprio le nostre regole ferree a farci apprezzare dalle persone e dall’intero settore”.

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DOVE SARÀ LET’S WEED NEI PROSSIMI ANNI

“Quindi, ad oggi, Let’s Weed ha fatto emergere il settore della cannabis legale in Italia, ha messo ordine tra i vari attori del sistema ed ha assicurato professionalità ed alta qualità. Insomma avete fatto poco per adesso”, scherzo. E dopo qualche altra battuta sul grande lavoro svolto, gli pongo la domanda: “ma se ti chiedessi dove sarà Let’s Weed tra un anno?”.

“Ecco” risponde Antonio, “una volta garantite qualità e sicurezza a 360°, l’obiettivo è rendere l’utente molto più libero sulla piattaforma. Ad esempio con il servizio Domande&Risposte, che al momento è aperto soltanto ai professionisti. A brevissimo sarà una funzione accessibile a tutti anche grazie a Q-Rank ed alle segnalazioni. Q-Rank è l’algoritmo, di cui andiamo più fieri, sviluppato da noi, che permetterà ordinare i contenuti della piattaforma in ordine di qualità. Le segnalazioni invece, ci permetteranno di individuare ed eliminare contenuti che possono essere offensivi per gli utenti”.

Antonio mi ha anche rivelato che entro l’anno prossimo Let’s Weed svilupperà l’app mobile, con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia dei servizi messi a disposizione.

Allora continuo: “E tra 5 anni invece? Dove vedi Let’s Weed?”

“Be’ io immagino Let’s Weed come un marchio sempre più sinonimo di salute e benessere. Credo che in futuro collaboreremo con importanti realtà del mondo sanitario, rimanendo però sempre ancorati ai nostri valori e alla nostra mission”.

CONSIGLIO

Ecco il consiglio di Antonio. Un consiglio per tutti coloro che hanno intrapreso un percorso imprenditoriale o ci stanno pensando:

Dovete avere coraggio. Non abbiate paura di niente e nessuno. Se credete in un’idea o in un progetto allora fatelo e basta! Sapete, all’inizio di questo viaggio io stesso mi ripetevo sempre che il modo migliore di fare qualcosa era INIZIARE A FARLA. Così ho smesso di parlare e ho iniziato a fare. Il risultato è stato LET’S WEED. Abbiate coraggio”.

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una foto di me e Antonio durante l’intervista su Skype

Walter Litty (Gabriele Litti) – Pagina Facebook – LinkedIn – Twitter – littis92@gmail.com \ littis@hotmail.it

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