EXOSPHERE. IL FATTOR COMUNE È “IMPARARE AD IMPARARE”

In quest’articolo sono stati isolati e approfonditi i concetti di IMPARARE AD IMPARARE ed ESSERE PRONTI A FARE IMPRESA, entrambi estratti dalla storia di Exosphere per la rubrica “IMPRENDITORI OGGI” (leggi la storia).

L’approfondimento è il risultato delle interviste ad Antonio Ballette e Felice Rocchitelli, due ragazzi che hanno partecipato all’ultimo corso della Exosphere Academy, dal 09/01/2017 al 03/03/2017.

Antonio ha imparato ad imparare, Felice ha avviato la sua impresa.

IMPARARE AD IMPARARE. Antonio Ballette

La prima intervista è quella ad Antonio Ballette. Per il suo percorso in Exosphere ha scelto il laboratorio su python, un linguaggio di programmazione.

Chiamo Antonio su Skype il giorno successivo all’intervista con Manno. Antonio è un ragazzo modenese di 25 anni che da subito si è dimostrato molto amichevole e disponibile. La mia prima domanda è stata la seguente: “Antonio, tu hai imparato ad imparare giusto?”. Lui sorride e conferma: “hai detto bene!”.

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uno screenshot durante la call skype con Antonio

Allora chiedo ad Antonio di parlarmi di lui. Be’ la sua è una grande storia.

“Io sono classe ’92 e fino al 2014 studiavo economia, ma ti dico la verità, non mi piaceva il mondo accademico” ammette Antonio, e continua: “nell’estate di quell’anno, a Venezia, ci fu un Exobase (workshop che presenta Exosphere nel mondo) al quale partecipai. Lì conobbi Antonio Manno, al quale confidai il mio interesse per l’economia e la mia voglia di imparare a programmare, ma allo stesso tempo di quanto mi stesse stretto il sistema universitario. Così Antonio Manno, con il suo solito aplomb, mi invitò a mandare tutti a quel paese (nella forma più colorita dell’invito) e di raggiungerlo in Brasile per partecipare ai corsi di Exosphere”, mi dice ridendo.

Così, dopo poco, il ragazzo lascia l’Università e da Modena si trasferisce a Southampton per perfezionare l’inglese. Passò qualche mese lì, svolgendo “i soliti lavoretti che facciamo noi italiani quando andiamo in Inghilterra” mi svela.

Ma aggiunge: “rimasi in contatto con Antonio Manno e il suo team perché non era svanito il mio interesse per le materie economiche. E l’idea di diventare un exospheriano divenne sempre più forte. Allora tornai in Italia deciso a lavorare e guadagnare il necessario per concretizzare quell’idea. Trovai un impiego alla Coop fissandomi l’obiettivo di rimanerci qualche mese. Il tempo di mettere da parte i risparmi necessari a partire per il Brasile”.

Ma la vita sa essere strana. Infatti quell’idea doveva aspettare. Quei pochi mesi in Italia come allestitore per la Coop divennero quasi due anni.

II motivo è il seguente. In quel periodo il padre del ragazzo si ammala e lui non se la sente di partire e allontanarsi per due mesi. Purtroppo a metà ottobre del 2016 suo padre viene a mancare.

È a questo punto che mi rendo conto della suo coraggio. Mi ha detto: “non avevo scuse. Dovevo partire”. Allora Antonio manda la sua application ad Exosphere e viene accettato. Ma trova ancora una volta difficoltà. Gli alti costi del funerale, che deve

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una foto di Antonio Ballette e Antonio Manno

sostenere, rendono impossibile la sua partecipazione al corso. Quell’idea sembra dover rimanere tale. Quindi informa l’azienda della sua rinuncia, specificando della situazione.

Ma in Exosphere quello che conta (sul serio) sono le persone. Ecco la dimostrazione: subito dopo la mail di rinuncia, ad Antonio viene offerta una scolarship che copre l’intero costo del corso.

Questa storia Antonio la raccontava sorridendo. E mi ha detto scherzando: “una volta ricevuta la borsa di studio, davvero non avevo più scuse”. Antonio parte per il Brasile i primi di Gennaio di quest’anno.

Un viaggio che ha dovuto attendere dal 2014 al 2017.

Allora gli chiedo cosa, di Exosphere, lo avesse colpito al punto tale da rimanere ancorato all’idea di farne parte, per così tanto tempo.

Mi ha risposto: “È la capacità di Exosphere di rapportare hard e soft skills che ha fatto la differenza. In Exosphere costruisci la giusta mentalità per la nuova economia che sta nascendo. Con questa riesci a reinventarti ogni volta; abilità che non si acquisisce in nessuna Università”.

Ecco allora un prima peculiarità della persona che ha IMPARATO AD IMPARARE. La flessibilità.

Ma insisto. Chiedo allora ad Antonio: “Sapresti dirmi chi eri prima di Exosphere e chi sei oggi?”.

E Lui: “be’ prima di Exosphere ero un allestitore della Coop”, scherza. Poi continua: “prima avevo la classica mentalità di chi ha sempre vissuto in un paesino della provincia, oggi ho competenze di programmazione, che comunque sto perfezionando, ma soprattutto ho la capacità di vedere il mondo con occhi nuovi e più positivi. Tantissimi obiettivi non mi sembrano più così lontani o impossibili”.

“E allora il tuo obiettivo oggi?” chiedo. “Voglio entrare nel settore delle data analysis. Ma come Exosphere insegna bisogna sempre restare aperti a tutto”. “E vorresti fare impresa?”, incalzo, e lui: “forse, ma non al momento. Anche se ti dico che molti miei compagni del corso in Exosphere stanno avviando la loro startup”.

Continuo chiedendogli di descrivermi il concetto dell’imparare ad imparare.

La risposta: “l’imparare ad imparare è una crescita esponenziale. Nel senso che non apprendi linearmente solo un argomento per ragioni, spesso, obbligate (lavoro, studio, ecc), ma hai un obiettivo e lo persegui con un approccio privo di pregiudizi, le cui uniche regole sono curiosità e interesse”.

La mia intervista ad Antonio si è chiusa con la domanda: “consiglieresti Exosphere?”.

Lui: “Certo che lo consiglierei. Exosphere Ti dà la possibilità di incontrare persone ammirevoli e di ampliare le tue conoscenze. Inoltre sia i mentor sia i founder sono eccezionali. Skinner Layne è impressionante, ha una cultura immensa, mentre Antonio Manno in ambito personale è un esempio unico; nonostante quello che ha subito va avanti con il sorriso sulle labbra, cercando di far qualcosa per questo mondo. Sono di grande ispirazione”.

PRONTO A FARE IMPRESA. Felice Rocchitelli 

L’appuntamento con Felice era alle 10.30 di lunedì, mentre ero in treno per tornare alla mia terra natia, il Salento, per le vacanze di Pasqua. Partì da Milano con un

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Una foto di Felice

Freccia Bianca. Mi aspettavano oltre 9 ore di viaggio e avevo tutto il tempo necessario per ascoltare quanto Felice avrebbe voluto e potuto dirmi.

Alle 10.27 lo chiamo. Non risponde. Mando un messaggio e richiamo. Niente.

Dopo 10 minuti risponde al messaggio avvisandomi che un meeting lo avrebbe trattenuto per ancora un’ora. “Ah giusto! Ha iniziato il suo percorso imprenditoriale” penso sorridendo. Per fortuna ho altro da scrivere e posso aspettare.

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Sono le 11.45 e Felice mi chiama. Si scusa per il ritardo riassumendomi la sua mattina come un intreccio tra partner, commercialisti e formalità varie. Insomma il classico inizio di giornata di un neo imprenditore.

Felice è un ragazzo pugliese, classe ’93, laureato in Economia. Come già anticipato ha partecipato alla stessa edizione di Exosphere di Antonio Ballette.

La sua sembra la tipica storia dello studente fuori sede. Da sempre appassionato di economia, finanza e innovazione, si trasferisce a Milano per studiare. Durante gli studi contribuisce a sostenere le sue spese lavorando come barista. Più tardi segue operativamente la nascita e lo sviluppo di una startup di amici, e questo gli fa scoprire ed apprezzare da vicino il mondo della “nuova impresa digitale”. Laureatosi in economia, trascorre qualche mese all’estero ma torna presto in Italia per iniziare la sua prima esperienza manageriale nel trade di in un’azienda operante nel settore industriale dell’acciaio.

Ma proprio durante quest’ultimo impiego si rende conto di quanto il lavoro da dipendente non facesse per lui. “Non riuscivo a convivere con la mancanza di autonomia. Dovevo fare qualcosa che mi permettesse di esprimermi pienamente”, mi ha detto. “Questa ragione mi ha portato in Brasile; ad Exosphere” ha concluso.

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Una foto di Felice durante un momento in Exosphere

Allora gli chiedo come e quando avesse conosciuto Exosphere.

“Conoscevo Exosphere già del 2012. Dalla sua nascita”, mi rivela. Poi aggiunge: “Antonio Manno è un amico di famiglia. Inoltre con lui c’è un feeling particolare. Devi sapere che entrambi condividiamo la passione per le teorie di Von Mises”.

(Leggi la storia su Exosphere per comprendere meglio questo punto).

Già, perché Felice è un tale sostenitore dell’economia austriaca di Mises che ha collaborato alla review e alla traduzione italiana delle teorie dell’economista per il “Von Mises Institute”.

Ma questa è un’altra storia…

“Exosphere rappresentava i miei più intimi ideali. Ecco perché, quando ne ho sentito l’esigenza, non ho esitato”. Infatti il ragazzo rifiuta il rinnovo del contratto per l’azienda dove lavorava e, con i risparmi messi da parte negli anni, parta per il Brasile, destinazione Exosphere acadamy.

La sua strategia è chiara. Rinforzare la sua mentalità imprenditoriale e seguire il laboratorio sulla blockchain per acquisire le competenze utili allo sviluppo della sua idea di impresa. Sì perché lui aveva già un progetto imprenditoriale; infatti, a differenza di Antonio Ballette, Felice è quello pronto a fare impresa.

Così vado al punto e gli chiedo di spiegarmi la differenza tra i due concetti.

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una foto con Manno, Felice (sullo sfondo), Antonio e altri altri partecipanti al corso di Exosphere

“Diciamo che chi è pronto a fare impresa ha un progetto che vuole realizzare, come nel mio caso, o sente l’esigenza di diventare imprenditore. Ma è necessario precisare come le persone pronte a fare impresa sono anche persone che imparano ad imparare. Exosphere ti permette di interiorizzare l’imparare ad imparare”, e continua, “in quanto pronto a fare impresa, Exosphere mi ha dato il coraggio di sposare un progetto e di essere costante. Mi ha spronato a non accontentarmi o a non accettare gli schemi. Grazie ad Exosphere sono diventato l’imprenditore che ho sempre voluto essere. Anzi, l’innovatore che ho sempre voluto essere!”.

Sì perché il progetto di Felice è davvero innovativo. Con l’applicativo che ha sviluppato insieme ad un socio, permette alle organizzazioni pubbliche e private di rendere accessibili e sicuri i dati rilevanti per persone e prodotti, superando le lentezze burocratiche attuali. Tutto questo grazie alla tecnologia della blockchain.

È a questo punto che Felice mi spiega quanto la blockchain non colpirà solo il settore finanziario ma impatterà anche su molti altri settori, come quello dell’informazione o della comunicazione. “Il 2017 è l’anno della svolta per la catena dei blocchi. Stiamo abbattendo tutte le barriere, e anche le Pubbliche Amministrazioni se ne sono rese conto”, ha sentenziato con naturalezza e convinzione.

Ma anche questa è un’altra storia…

Così gli pongo la mia ultima domanda: “Quindi consiglieresti un’esperienza in Exosphere? E a chi la consiglieresti?”

E senza pensarci un secondo mi risponde: “Lo consiglierei a chiunque. Dal più giovane al più anziano. È quell’ambiente dove potersi confrontare su argomenti di spessore, senza essere considerato il pesante della situazione. Un luogo stimolante ed educativo sia sotto l’aspetto professionale sia sotto l’aspetto umano. Se non accetti gli schemi imposti, la scelta di Exosphere è perfetta; ti smussa e ti indica la strada giusta da seguire per raggiungere i tuoi obiettivi”.

LE MIE CONCLUSIONI

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Voglio tirare le somme.

Quello di imparare ad imparare è il fattor comune di qualunque exospheriano, che abbia o meno il desiderio di fare impresa. Diciamo che il fare impresa è una sorta di stadio successivo non obbligato.

Ma quello che è emerso grazie ai due è, in realtà, una conferma. Exosphere rappresenta davvero un luogo NUOVO. Quel luogo che ogni imprenditore, aspirante tale o anticonformista, con la passione o la curiosità per le innovazioni, dovrebbe visitare per imparare ad imparare, ricaricarsi di nuova linfa e “pensare diverso” (come diceva qualcuno).

Non so voi, ma secondo me ‘sti exospheriani faranno un bel po’ di rumore nel mondo…

Walter Litty (Gabriele Litti)Pagina FacebookLinkedIn Twitter littis92@gmail.com \ littis@hotmail.it

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3 pensieri su “EXOSPHERE. IL FATTOR COMUNE È “IMPARARE AD IMPARARE”

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