IMPRENDITORI OGGI L’ITALIA DELLE STARTUP. La storia di Exosphere

“IMPRENDITORI OGGI L’ITALIA DELLE STARTUP” è la rubrica settimanale che ho pensato per raccontare il mondo delle startup con gli occhi degli startupper. Una breve storia che pone l’attenzione sulle persone, spiegando le dinamiche che hanno portato dall’idea all’esecuzione, e dando una possibile immagine della startup in futuro.

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Oggi parliamo di Exosphere, l’incubatore di persone che vuole “DISTURBARE L’UNIVERSO”.

CO-FOUNDER

co-foundersss

Quella di Antonio Manno è una storia incredibile. Le vicende legate alla sua vita e a Bid.it sono state trattate dai maggiori giornali, in modo particolare dal 2013, dopo la sua assoluzione dal reato di banca rotta fraudolenta e per via delle scorrettezze e ingiustizie subite a causa delle banche socie.

Nonostante tutto Antonio ha sempre rialzato la testa e inseguito i suoi obiettivi, acquisendo un’enorme esperienza imprenditoriale. Qui due articoli che raccontano la sua straordinaria storia (articolo1 articolo 2 NB sono passati oltre due anni dalla pubblicazione di questi articoli che accennano ad Exosphere. Come leggerete sotto, oggi l’azienda è molto cambiata).

Oggi è co-fondatore di Exosphere e la storia e l’ambizione di questo progetto sono anche più affascinanti. Potrei riassumere Exosphere come un incubatore di persone anticonformiste, visionarie e rivoluzionarie; ma sarebbe riduttivo, soprattutto se si pensa al loro slogan. In Exosphere vogliono “DISTURBARE L’UNIVERSO”.

exosp

La conversazione con Antonio comincia giovedì, su Skype, quando da me, in Italia, erano le 19.00 e da lui, in Brasile, erano le 14.00. La prima cosa che gli ho chiesto era legata ad un suo post su Facebook di qualche ora prima, circa il film “The_startup”. Ero curioso di sapere cosa fosse un “campo dei miracoli”.

Campo dei miracoli

il post di Antonio

Gli ho detto: “Antonio la tua vita è incredibile e in quanto a storytelling ha tutto; è su di te che dovrebbero fare un film lo sai?”, ridiamo. Poi ho continuato chiedendogli cosa intendesse con “campo dei miracoli” e lui mi ha risposto: “vedi Gabriele, il mondo delle startup e quello imprenditoriale stanno attraversando una grande crisi. Oggi per un ragazzo la startup è la più grande illusione. I giovani percepiscono il messaggio che fare startup sia semplice e cool. Bastano un’idea, uno startup weekend, presentare un buon pitch e alla fine si trova un investitore che ti riempie di soldi! È questo il campo dei miracoli. Ed è per via di questa crisi che nasce Exosphere. È la nostra risposta ad un mondo che sembra aver perso il buon senso”.

Ma continua: “questo non vuol dire che non si possa più fare impresa. Anzi il mondo è ancora pieno di problemi da risolvere e ognuno di questi problemi è un’opportunità imprenditoriale. Soprattutto oggi, grazie all’innovazione e alle tecnologie emergenti ed esponenziali. Ma ci vuole buon senso e spirito critico.

Così chiedo più dettagli sull’ultimo punto e lui mi risponde: “la comprensione delle nuove tecnologie è molto più semplice di quanto si pensi. In Exosphere, in 8 settimane, possiamo insegnare a programmare in “solidity” o in “python” (due linguaggi di programmazione ideali per le nuove tecnologie, come la blockchain). Ma non basta. È fondamentale insegnare anche l’aspetto più umano e psicologico del fare impresa ed infondere nelle persone ciò che di più semplice e al contempo rivoluzionario possa esistere; il buon senso.

 Ero affascinato dalla sua mentalità e dalle sue idee, che personalmente condivo molto. Ma volevo capire meglio cosa fosse Exosphere perché la definizione che trovavo online (“incubatore di persone”) non mi bastava.

Così gli ho posto la solita domanda: “Antonio, riusciresti a spiegarmi in 30 secondi Exosphere?”.

E lui: “Be’ Gabriele, io non riesco a definire Exosphere se non utilizzando parole che non amo, perché riportano a quel sistema illusorio di cui ti parlavamo prima” mi dice, riferendosi ai termini “incubatore”, “acceleratore”, “startup community”, ecc. Ma continua: “anche se Exosphere è tutto questo, basandosi però su un principio diverso. È un luogo nato per risolvere i grandi problemi del mondo grazie alle nuove tecnologie emergenti ed esponenziali, e grazie alla comprensione profonda di cosa voglia dire essere imprenditore e di cosa significhi relazionarsi con gli altri”.

Insomma Exosphere non crea startup. O meglio, può anche farlo, infatti sono diverse le persone che dopo l’esperienza in Exosphere hanno avviato il loro progetto imprenditoriale. Ma soprattutto Exosphere accoglie persone con uno spirito diverso e anticonformista, che non accettano la rigidità delle istituzioni, e le forma a livello pratico e umano, insegnando loro la grandezza dell’IMPARARE AD IMPARARE (concetto sul quale torneremo dopo).

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EXOSPHERE OGGI

Dalla sua nascita (2012) ad oggi, Exosphere ha organizzato 8 laboratori da 8 settimane l’uno, ha ospitato più di 250 persone provenienti da 60 paesi e dalle quali sono nate 20 start up\progetti imprenditoriali.

“Oggi continuiamo a perseguire l’obiettivo di disturbare l’universo” mi dice Antonio, precisandomi come “disturbare l’universo” sia un’esortazione al fare e all’essere DAVVERO disruptive. “E in Exosphere permettiamo a chiunque di riuscirci, grazie alla nostra filosofia, ai nostri laboratori e ai nostri mentor”.

Ma vediamo di essere più precisi. Exosphere è così strutturata:

-ogni corso dura minimo 6, massimo 8 settimane;

-ogni corso ha dai 3 ai 4 laboratori;

-ogni laboratorio ha un tema specifico che cambia da corso in corso (l’ultimo aveva 4 laboratori tra i quali scegliere, con temi – Blockchain – IA – Biohacking – Realtà alternativa);

-ogni laboratorio ospita da un minimo di 8 a un massimo di 15 persone, per un totale di 30-40 persone a corso;

-ogni laboratorio è tenuto dai mentor, che sono professionisti e imprenditori esperti dei vari argomenti trattati nei laboratori;

-esistono due macro attività:

  • SCIENTIFICA: quella legata al tema del laboratorio. Quindi tutte le attività pratiche e di discussione inerenti la tecnologia scelta, ad esempio la blockchain;
  • ARTISTICA: tutta la parte più umanistica legata agli aspetti psicologici e filosofici dell’essere imprenditore e non solo.

Ma il cross-learning è tale che gli exospheriani possono, oltre ai loro laboratori, partecipare alle classi degli altri e apprendere orizzontalmente anche sulle altre materie.

Organizzazione Exosphere.png

schema che illustra la struttura di Exosphere Academy

Antonio ci tiene a precisare due cose. La prima è che i partecipanti vivono in simbiosi e apprendono l’uno dall’altro per tutto il periodo del corso. La seconda, fondamentale, è che alla fine del corso non si diventa necessariamente imprenditori.

In pratica quando una persona entra in Exosphere da totale neofita nei confronti delle innovazioni o dell’imprenditoria, ne esce come una persona che ha IMPARATO AD IMPARARE. Mentre se entra da esperto (con background economico, ingegneristico, ecc, o con un progetto imprenditoriale), esce da Exosphere PRONTO A FARE IMPRESA.  E i mentor svolgono un ruolo determinante andando ad indicare una strada da seguire, rispetto alle varie situazioni, ambizioni o progetti di ogni exospheriano.

E questi due concetti mi hanno incuriosito al punto che ho chiesto ad Antonio di mettermi in contatto con due persone, ex Exosphere, che appartenevano alle due sfere. E Antonio per semplificarmi l’intervista mi ha presentato due italiani.

Così ho intervistato Antonio Berlette che ha imparato ad imparare, e Felice Rocchitelli che ha lanciato la sua impresa, entrambi partecipanti all’ultimo corso (Questa l’intervista ai due ragazzi).

Dalle interviste è emerso che:

  • Chi impara ad imparare è flessibile ed attento ai cambiamenti ambientali. È mosso dall’interesse e dalla curiosità ed è privo di pregiudizi rispetto a ciò che vuole apprendere. Diventa cosciente dei propri limiti ma pronto a superarli indipendentemente da quanto possa apparire complesso, rimanendo critico ed aperto.
  • Chi è pronto a fare impresa non solo acquisisce la capacità di imparare ad imparare, con tutte le sue implicazioni, ma si mette in gioco realizzando un progetto di impresa, con coraggio, coerenza e costanza, rifiutando la rigidità degli schemi sociali.

Sono soddisfatto ma voglio ancora più informazioni, così chiedo ad Antonio come si piccola skdiventa esxospheriani. E lui mi risponde: “A noi non interessa il background e non ci sono limiti di età. Abbiamo persone che vanno dai 18 fino ai 60 anni. Infatti la partecipazione di persone con età differente determina un vantaggio reciproco. Un exospheriano con 50 o 60 anni di età ha un’esperienza tale che un giovane non può far altro che imparare da lui, e viceversa il più giovane potrà essere d’aiuto al più senior per l’apprendimento delle tecnologie” sottolinea. Ma la parte più intrigante viene quando mi dice: “Noi cerchiamo gli outliers, ovvero persone che non accettano il sistema. Chi critica la burocrazia o la politica. E sono 3 le caratteristiche di un outlier. PASSIONE, CURIOSITÀ e voglia di CAMBIARE IL MONDO. Quindi se identifichiamo nel candidato queste caratteristiche allora accettiamo la sua iscrizione”.

NB tutto il corso si svolge in inglese.

EXOSPHERE DOMANI

Ormai le regole di questa rubrica sono chiare, così pongo ad Antonio la domanda che amo di più. Sì perché è quando si parla del futuro che si capisce la più profonda visione ed ambizione di una persona e dalla sua impresa. Quindi gli chiedo: “dove vedi Exosphere nei prossimi anni?”. Ancora una volta la risposta di Antonio mi ha lasciato stupefatto.

Vedo Exosphere in tutto il mondo. Perché una cosa è certa. Questo progetto non avrà fine con i suoi fondatori. Noi ci vediamo come quei monaci amanuensi che tenevano le prime lectiones magistrales dalle quali nacquero i sistemi universitari che si diffusero nel mondo. Anche Exosphere si diffonderà e diventerà un luogo di scienza (aspetto tecnologico) e di arte (aspetto umano e filosofico) dove tutti gli outliers potranno incontrarsi e cambiare il mondo, insieme”.

gabri3E aggiunge che la loro espansione comincerà (presto) dai Paesi in via di sviluppo, perché vogliono attrarre tutti quei talenti che nel loro Paese non hanno a disposizione i servizi o le tecnologie necessarie a valorizzare le loro potenzialità.

Altro punto che riguarda il futuro dell’azienda e che è praticamente realtà è il ruolo di investitore di Exosphere. Infatti Antonio mi ha rivelato che vogliono finanziare quelle startup ad alto impatto sociale, che hanno una mission disruptive e l’obiettivo di risolvere i grandi problemi del mondo. E lo faranno con Exolab, il loro fondo di investimento. Inoltre è molto probabile che investiranno proprio sui progetti degli exospheriani perché si fidano della mentalità che questi hanno acquisito durante il loro percorso in Exosphere.

Insomma, la strategia è chiara!

CONSIGLIO

E per concludere anche questo appuntamento con “IMPRENDITORI OGGI” ho chiesto ad Antonio quale fosse il suo consiglio per tutte le persone che vogliono fare impresa.

AntonioMannoEd eccolo qui: “SEGUITE VOI STESSI E IL VOSTRO ISTINTO. PERCHÈ UN IMPRENDITORE DEVE AVERE LA FIAMMA DELL’ISTINTO. E SE PROVANO A SPEGNARE QUELLA FIAMMA – (riferendosi alla burocrazia, all’elevata tassazione, ecc) – VOI NON CEDETE E CREDETE IN VOI STESSI!”.

Io vi posso garantire una cosa. Sono poche le persone ad avere la passione, la convinzione e la tenacia che ha quest’uomo. Ha subito colpi fortissimi e avrebbe potuto gettare la spugna molte volte ma ha resistito ed ha sempre protetto la sua fiamma, che oggi è ardente più che mai. Antonio Manno è un highlander! E io credo in lui ed in Exosphere.

E Tu? Tu sei pronto a DISTURBARE L’UNIVERSO!?

Walter Litty (Gabriele Litti)Pagina FacebookLinkedIn Twitter littis92@gmail.com \ littis@hotmail.it

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4 pensieri su “IMPRENDITORI OGGI L’ITALIA DELLE STARTUP. La storia di Exosphere

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