È l’anno della BLOCKCHAIN! Te la spiego così

“È l’anno della blockchain!”, sentenziano in molti. In effetti quando si parla di questa tecnologia, qualunque sia l’analisi di partenza, tutte le riflessioni convergono verso una stessa conclusione; la catena dei blocchi rivoluzionerà drasticamente i mercati e le economie.  Il World Economic Forum ha addirittura stimato che, nel 2025, il 10% del PIL mondiale deriverà da tutte quelle aziende che erogano prodotti e servizi legati a blockchain.

Insomma chiunque abbia un interesse verso il mondo di impresa e le innovazioni, e voglia rimanere aggiornato sulle nuove opportunità di mercato, avrà probabilmente già letto di blockchain, e ancora più probabile è che lo abbia fatto passando per il tema “cryptovaluta”.

E anche io sono uno di quelli che sta provando a capirci di più.

Tra tutti i materiali che ho trovato e studiato, quello che ho apprezzato di più, per completezza e chiarezza espositiva, è il video di bitcoinproperly.org. Ecco il link che porta direttamente al video: https://www.youtube.com/watch?v=oSP-taqLWPQ.

Essendo il contenuto in lingua inglese ho pensato di tradurlo e, sotto, ne ho riassunto e rielaborato i punti più importanti.

All right, let’s start!

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La Blockchain

La blockchain ha un’influenza tale sull’economia mondiale da determinare un cambiamento radicale del concetto stesso di commercio. E quando si parla di blockchain, quasi sempre, il pensiero va alla più famosa tra le cryprovalute; il bitcoin. Ma basta osservare più in profondità questa tecnologia per rendersi conto di quanto l’aspetto legato allo scambio monetario sia soltanto la punta dell’iceberg; una delle tantissime applicazioni di blockchain.

Useremo però proprio il bitcoin per spiegare in modo universale le dinamiche e i processi di una catena dei blocchi.

È noto che la complessità del commercio determini la necessità di ordinare tutte le informazioni legate alle transazioni tramite la contabilità. Ma queste informazioni sono in gran parte isolate e chiuse al pubblico, così, per avviare, gestire e concludere delle transazioni, organizzazioni e individui hanno difficoltà a riporre la loro fiducia negli altri. Proprio la mancanza di fiducia li porta a rivolgersi a terze parti e ad intermediari, come le banche.

Ed è su questo scenario che blockchain e cryptovaluta agiscono.

La catena dei blocchi è una rete di nodi (computer e altri hardware) che mantengono una contabilità digitale collettiva. Questa contabilità non è controllata da una sola parte o da pochi enti centrali ma è pubblica e disponibile in un libro mastro distribuito nella rete. In pratica tutte le transazioni sono registrate rispetto a data, ora, partecipanti allo scambio e ammontare dello scambio, e ogni nodo possiede una copia completa dalla blockchain.

Inoltre ogni transazione è verificata dai miners, che ne accertano la validità (per sapere chi sono i miners ecco un VIDEO, in inglese, che lo spiega bene).

E oltre ai miners l’elevata sicurezza del sistema è garantita dai nodi che, per via automatica e con continuità, si accordano circa la correttezza del libro mastro e delle transazioni in esso presenti. In questo modo, se qualcuno tentasse di violare il sistema e corrompere una transazione, i nodi non raggiungerebbero un consenso e di conseguenza rifiuterebbero di incorporare quella transazione nella blockchain.

In pratica ogni nodo della rete deve essere d’accordo sul fatto che una transazione sia avvenuta alla data X e alle ore Y. È come se un notaio controllasse costantemente ognuna delle transazioni.

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Come sfruttare i bitcoin (e altri beni) e la Blockchain

Ma per trasferire un bitcoin è importante stabilire l’unità monetaria che la cryptovaluta rappresenta?

La risposta è NO! Un bitcoin infatti può essere rappresentativo di qualunque unità monetaria. E in realtà la tecnologia blockchain può essere applicata oltre che per il trasferimento di moneta anche per trasferire delle quote societarie, dei certificati di proprietà e documenti di ogni tipo, dei kilowatt ore di energia, o ancora dei punti premio, fino a rappresentare un voto durante le elezioni; e molto altro ancora.

Inoltre un bitcoin può, rispetto al suo valore, essere diviso in migliaia di unità identificabili, ed ognuna di esse può essere programmata in modo che vada a rappresentare un bene specifico (come uno di quelli detti sopra).

Quindi la blockchain è certamente un sistema veloce (bypassa gli intermediari) e sicuro per le transazioni monetarie, ma è anche più di questo.

Immagina un assegno che può essere utilizzato esclusivamente per pagare l’assistenza sanitaria a parti certificate. Immagina che dopo il primo pagamento a tali parti attraverso quell’assegno, per le successive transazioni non ci sia più bisogno di ripetere le solite prassi burocratiche, risparmiando tantissimo tempo.

Oppure immagina un’azienda che sia in grado di automatizzare la spesa che deve sostenere per stipendi, macchinari, materie prime, manutenzioni, fornitori ecc. in modo tale che quel denaro non possa essere speso altrove, e che possa farlo senza rivolgersi a contabili o a terze parti altre.

È ancora più evidente allora come la blockchain determini un incredibile risparmio di tempo e denaro, portando a una drastica diminuzione della burocrazia e ridisegnando i settori finanziari e i processi amministrativi, che comunque diventano, oltre che più efficienti, più trasparenti.

Uno sguardo a domani

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Guardando oltre e provando ad anticipare il prossimo futuro, sembra che la tecnologia della blockchain possa applicarsi ad un’altra delle aree tecnologiche più innovative e in auge degli ultimi anni; l’internet of things.

Nel prossimo futuro infatti, parte della nostra economia potrà essere retta dalle transazioni che avvengono tra macchina connesse all’IoT, come i distributori automatici o i droni.

È chiaro che le macchine non hanno alcuna familiarità con il concetto di fiducia, ma grazie alla blockchain il drone, ad esempio, consegnerà in modo automatizzato un certo pacco al giusto destinatario e saprà di essere stato pagato per farlo. Allo stesso modo un distributore automatico traccerà la propria fornitura e ordinerà i beni mancanti al fornitore, pagandolo.

Questi sono solo due esempi di come la catena dei blocchi può essere applicata, ma è palese il potenziale e l’enorme impatto che potrà avere nei vari settori della nostra economia. La blockchain spezza lo status quo abilitando nuovi mercati e riducendo drasticamente l’importanza dell’intermediario e della terza parte.

Il cambiamento di paradigma è iniziato; è arrivato il momento di discutere apertamente e criticamente su tutte le possibili applicazioni di questa tecnologia.

Se tu fossi interessato ad approfondire l’argomento, sia sfera informatica sia sfera imprenditoriale, voglio segnalarti il prossimo corso di Exosphere (il rivoluzionario incubatore di persone del quale ho parlato QUI) che, tra i vari laboratori, avrà proprio quello sulla Blockchain. Il corso si terrà a partire dal prossimo luglio, in Brasile, e il mentor che lo guiderà è Anish Mohammed, uno dei massimi esperti di tecnologie emergenti. Per maggiori info eccoti il LINK.

Walter Litty (Gabriele Litti) – LinkedIn – Twitter – Facebook – Pagina Facebook – littis92@gmail.com \ littis@hotmail.it

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